Comuni al voto: sanno amministrare?

COMUNI AL VOTO: SANNO AMMINISTRARE?

PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLEZZA

nella misurazione comparata dell’efficienza, anticorruzione e trasparenza della macchina amministrativa locale

LA CAPACITÀ AMMINISTRATIVA COME PREMESSA PER BUONE POLITICHE NEI COMUNI

Generalmente un’Amministrazione comunale viene analizzata per le sue politiche pubbliche e non per la sua capacità amministrativa. Come se una buona politica potesse essere realizzata senza una macchina amministrativa efficiente. Per questo, la prima preoccupazione di un Consiglio e di una Giunta locale dovrebbe essere quella di rendicontare ai cittadini la capacità di funzionare della struttura amministrativa comunale. Quest’ultima consente di amministrare bene una città? Quale è lo stato di salute della macchina amministrativa al termine della legislatura? E cosa intendono fare i candidati sindaco per amministrare meglio? Solo se la macchina amministrativa funziona bene, infatti, può essere seriamente avviata la fase delle politiche: dalla casa alla salute, dal piano regolatore allo sviluppo economico. Non è un caso che negli ultimi anni anche l’Unione Europea abbia riservato finanziamenti al rafforzamento della capacità ammnistrativa dei vari livelli istituzionali e territoriali dei suoi Paesi membri. Capacità di cui ancora oggi, purtroppo, molti cittadini continuano a disinteressarsi, come se non ne dipendesse la qualità dei servizi che ricevono. Fondazione Etica ha mappato l’efficienza e la trasparenza dei Comuni capoluogo di provincia, avvalendosi del supporto di un indice sintetico, il Rating Pubblico, per raccogliere, ordinare ed elaborare le informazioni pubblicate sui siti web comunali, così da sintetizzarle, renderle comparabili e, quindi, facilmente fruibili anche per i non addetti ai lavori. Il Rating Pubblico utilizza la metodologia degli indici di sostenibilità ESG, utilizzati da tempo sui mercati finanziari, e si avvale di una griglia di indicatori costruiti sulla base degli obblighi di pubblicazione introdotti dal decreto cosiddetto “trasparenza” (d.lgs. 33/2013) e dalla legge n. 190 del 2012 per tutte le PA. Si tratta di una metodologia qualitativa oggi applicabile anche ad altri Paesi europei, grazie al progetto pilota condotto dalla stessa Fondazione Etica per la Commissione Europea. I risultati dell’analisi sono raccolti nel libro “I Comuni e la sfida della sostenibilità”, Ed. Rubbettino (autore Paola Caporossi), in uscita il 13 settembre p.v. con la prefazione di Fabrizio Barca, e offrono: – uno strumento conoscitivo della macchina amministrativa locale pensato per i cittadini e, in particolare, per quelli chiamati alle urne il 3 ottobre, che possono così votare anche in base all’efficienza e trasparenza del loro Comune; – una bussola orientativa pensato per il Governo, per interventi di supporto tecnico basati sull’evidenza dei numeri. Prima dell’arrivo di fondi europei, non dopo. Di seguito viene riportato un estratto dal suddetto libro, con focus sui 20 Comuni capoluogo di provincia chiamati alle urne. Gli indicatori analizzati sono particolarmente importanti ora che è arrivata la prima tranche di fondi del Next Generation EU e i Comuni saranno tra le principali istituzioni chiamate a investirli.